LIVING IN A PAINTING

                   

                                                                                   
           
ITA

T14 inaugura la sua nuova sede, con una collaborazione tra il designer italiano Pietro Russo e l’artista  svizzera Maya Rochat. La mostra dà il via ad un palinsesto che ripensa lo spazio espositivo e lavora sull’unicità delle opere proposte. Attraverso il dialogo diretto tra immagine e design, arte per eccellenza creata allo scopo di essere vissuta e consumata, T14 invita lo spettatore a vivere un’esperienza che va oltre il guardare e non toccare.

Maya Rochat (1985) vive e lavora a Losanna, in Svizzera. Si laurea in comunicazione visiva presso l'ECAL cantonale d'arte di Losanna e ha un master presso HEAD école d'art et de design Genève. Il suo lavoro è statoesposto in numerose mostre collettive e personali in istituzioni e gallerie internazionali come: Unseen - Amsterdam,
Tate - London, Seen Fifteen - London, Verzasca Foto Festival - Sonogno (CH), Lily Robert - Paris. Nel 2017 ha pubblicato il suo primo libro "A rock is a River" edito da Self Publish Be Happy. "Living in a painting" è il sua prima mostra in Italia.

Pietro Russo (Ostuni 1967) lavora come interior e product designer nel suo atelier di Milano, con un team di professionisti e in stretta collaborazione con una rete di esperti artigiani italiani. È stato definito dalla stampanazionale «l’homo faber del design», per la sua capacità di coniugare la passione e l’esuberanza creativa a una
rigorosa pratica realizzativa, ricercando l’equilibrio perfetto tra la dimensione fantastica e quella terrena.





STATEMENT

Pensando a come avremmo voluto inaugurare il nuovo spazio espositivo di T14 ci siamo poste una fondamentale domanda: che cosa vogliamo trasmettere?
La risposta è partita da un’affermazione in negativo: non vogliamo che le persone debbano leggere delle istruzioni prima di potersi avvicinare all’opera.
Quello che troverete in questo testo è solo una nota di approfondimento sul lavoro di due artisti che non hanno bisogno di prefazioni introduttive alla lettura della loro poetica. Quando abbiamo incontrato Pietro Russo per la prima volta, è stato come ritrovare quella (rara) sensazione di piacevole stupore che si prova quando un concetto trova la sua espressione nella forma, ma con assoluta semplicità, preservandone quella tensione poetica propria dell’intuizione.
Durante un’intervista Pietro ci disse “avete presente quando riprendi in mano un vecchio proverbio che da giovane non capivi e ne riscopri il valore?” Ecco quell’immediatezza, “quella piccola verità assoluta, che anticipa la conoscenza senza saperla spiegare: la spiegazione sarebbe un limite. D’altronde non si può dire tutto, ma si può sentire.” Lo stesso spazio per Pietro viene percepito come una sensazione, ecco perché ogni sua creazione risulta vibrante di echi profondissimi. “Tutto suona” e tutto è sintesi di memoria, intuito, emozione ed intelligenza artigiana, con la nobile intenzione che quel sentimento diventi oggetto da vivere, in una continua consacrazione del quotidiano.

Perché un dialogo tra Pietro Russo e l’esplosione creativa di Maya Rochat?
L’artista svizzera ci riporta ad un processo dove la forma invece si scompone, in un magma creativo che si continua a rigenerare come un organismo cellulare. Le opere e le proiezioni fotografiche di Maya invadono lo spazio in maniera suggestiva, coinvolgendo il pubblico in un mondo fluttuante ed in continuo movimento, che risveglia in noi un purissimo sentimento di meraviglia. Il tutto diventa arte, manifestazione di vita, di colore, di fusione tra realtà, percezione e slancio creativo.  
Qui interviene Pietro, a creare una struttura scenografica per questo “caos”, un pilastro, un oggetto, un’apparizione, che nella sua solidità mantiene tuttavia un carattere ambiguo.
Questa mostra segna l’inizio di un nuovo palinsesto curatoriale per T14, che vedrà artisti e designer collaborare insieme in una continua reinterpretazione dello spazio dell’Arte, sia nel senso fisico che concettuale del termine.










 



 
         




ENG

T14 inaugurates its new gallery space with a collaboration between the Italian designer Pietro Russo and the Swiss artist Maya Rochat. The show marks the beginning of a new curatorial program that rethink the exhibiting space and works on the uniqueness of the presented artworks. The interaction between image and design gives birth to the whole visual experience that is beyond just seeing and touching, and T14 invites the visitors to live it fully.


Maya Rochat (b.1985) lives and works in Lausanne, Switzerland. She holds a bachelor degree in visual communication at ECAL (Ecole cantonale d’art de Lausanne) and a Master at HEAD (Ecole d'art et de design Genève).  Her work has been exhibited in several collective and solo shows in international institutions and galleries such as: Unseen - Amsterdam, Tate - London, Seen Fifteen - London, Palais de Tokyo - Paris, Lily Robert - Paris, Kunsthaus Langenthal. In 2017 she released the book “A rock is a River” published by Self Publish Be Happy. “Living in a painting” is her first show in Italy.

Pietro Russo (Ostuni 1967) works as an interior and product designer in his Milan-based atelier, together with a team of experts and in close partnership with a network of skilled Italian artisans. He has been called by the press «homo faber of the design industry», for his ability to combine his passion and creative exuberance with a meticulous manufacturing procedure, always looking for the perfect balance between the imaginary and the earthly dimensions.


STATEMENT

Thinking about how we wanted to open the new T14’s exhibition space, we asked ourselves a fundamental question: what do we want to convey? The answer came from a negative statement: we do not want people to have to read instructions before being able to approach the artwork. What you will find in the following lines is only an in-depth notes on the work of two artists who need no introduction to the reading of their poetry.
When we met Pietro Russo for the first time, it was like rediscovering that (rare) feeling of pleasant astonishment when a concept finds its expression in form, but with absolute simplicity, preserving the poetic tension proper to intuition.
During an interview Pietro told us:”do you remember when you pick up an old proverb that as a young person you did not understand and rediscover its value?”. Here is that immediacy, "that little absolute truth, which anticipates knowledge without knowing how to explain it: the explanation it would be a limit. Besides, you can not say everything, but you can feel it.” For Pietro the space itself is a feeling, that is why each of his creation is vibrant and contains deep echoes. "Everything sounds" and everything is synthesis of memory, intuition, emotion and intelligent craft, with the noble intention that a feeling will become subject to live in a perpetual consecration of the everyday life. So, why a dialogue between Pietro Russo and the creative explosion of Maya Rochat?
The Swiss artist takes us back to a process where the form is decomposed, in a creative magma that continues toregenerate as a cellular organism. The works and photographic projections of Maya invade the space in a suggestive way, involving the public in a fluctuating and constantly moving world, which awakens in us a pure feeling of wonder. Everything becomes art, a manifestation of life, of color, of fusion between reality, perception and creative impulse. This is where Pietro takes over, creating a dramatic structure to this "chaos", a pillar, an object, an appearance, which in its strength yet retains an ambiguous character.
This exhibition marks the beginning of a new curatorial line for T14, which will see artists and designers collaborating together in a continuous reinterpretation of the art space, both in the physical and conceptual sense of the term.
















NOVEMBER 16TH - DECEMBER 23TH 2018
GROUP SHOW

ARTISTS:
Maya Rochat
Pietro Russo