UR-NA

                                                                              






ITA

Ur-na è l’eco misterioso del linguaggio. / E’ un’ode a qualcosa di indicibile, che si muove negli anfrattI del quotidiano, confondendosi nel flusso degli eventi.
Ur-na precede la ricerca di un senso, di una determinazione, di un corpo. / E’ una tonalità tra l’ombra e la trasparenza / 
E' una frequenza per ascoltare la semplice esistenza di un bicchiere, / di una mano, di un gesto.


UR-NA è ciò che Luis Carroll definisce una parola baule, un neologismo derivante la fusione di due termini diversi:
“UR” un prefisso tedesco potente e raro che sta a indicare tutto ciò che è primigenio, e “NĀ” termine indoeuropeo che indica il flusso delle acque inteso come negazione dell’atto di vedere. Presso questi antichi popoli indoeuropei, l’idea di negazione nacque dall’esperienza dell’oscurità delle acque notturne.
In quei tempi, si credeva che le ore buie della notte fossero provocate dal terminarsi del periodo di moto dell’oceano luminoso diurno, e dal successivo giungere intorno alla terra dell’oceano di acque tenebrose.  Così, durante la notte alla domanda “Che cosa si vede?”, la risposta non poteva che essere:
“Si vede solo NĀ” e cioè acqua, equivalente al non vedere nulla. ( dal Testo critico di: Elisabetta Rastelli)

La serie di opere presentate da Danilo Vuolo, sono infatti scritture d’ombra, in cui alla nitidezza oscura della china, l’artista contrappone la sua naturale trasparenza data dalla presenza dell’acqua e messa in risalto dall’utilizzo di differenti oggetti vitrei. Quella di Danilo Vuolo è una riflessione sul linguaggio che, in un momento di sovraccarico dell’informazione, mira alle potenzialità del “non detto”, nozione con una lunga storia di riflessioni alle spalle e che diventa qui stimolo sensoriale e immaginativo.








          



















ENG

Ur-na is the mysterious echo of language. It is an ode to something unspeakable, that moves in the ravines of everyday life, confusing itself in the flow of events. Uri-na precedes the search for a sense, a determination, a body.  It's a shade between shadow and transparency
It is a frequency to listen to the simple existence of a glass, of a hand, of a gesture.

UR-NA is what Luis Carroll defines a portmanteau word, a neologism deriving from the fusion of two different terms: "UR" a powerful and rare German prefix that indicates what is primitive, and "NĀ" Indo-European term that indicates the flow of water understood as a denial of the act of seeing.
With these ancient Indo-European peoples, the idea of negation arose from the experience of the darkness of the nocturnal waters. In those times, it was believed that the dark hours of the night were caused by the end of the period of motion of the bright daytime ocean, and the subsequent coming around the ocean floor of dark waters. So, during the night to the question "What do you see?", the answer could only be "One sees only NĀ" and that is water, equivalent to seeing nothing. (from the critical text of: Elisabetta Rastelli)

The series of works presented by Danilo Vuolo, are in fact shadow scripts, in which the artist contrasts his natural transparency due to the presence of water and emphasizes the use of different vitreous objects. That of Danilo Vuolo is a reflection on language that, in a moment of information overload, aims at the potential of the "unspoken", a notion with a long history of reflections behind it and that becomes here sensorial and imaginative stimulus.




JUNE 23TH - JULY 30TH 2016


SOLO SHOW
Danilo Vuolo